
Durante i mesi di quarantena, ho pensato molto! La mia mente vagava oltre la porta e le finestre del mio piccolo bilocale per cercare di immaginare come si fosse trasformata la vita in città!
Le strade erano vuote? I negozi? Che aspetto aveva il centro? Cosa fanno gli altri ragazzi come me? Immaginano? Leggono? Guardano la TV? Come faremo a riprenderci? Come sarà la vita dopo?
I miei pensieri correvano su mille fili diversi fino a mescolarsi l’un l’altro creando una matassa che la notte non mi lasciava dormire ( ehm che non mi lascia dormire ancora oggi).
Nella mia mente mille immagini si affollavano accompagnate dalle sensazioni più disparate e dalle emozioni più particolari.
Molto spesso ho pensato alla mia famiglia, a come stessero vivendo loro questo periodo! Pensavo a mio fratello con la smania di uscire di casa, alle mie sorelle costrette a casa senza poter vedere gli amici o lavorare, a mio padre su una nave ospedale e alla mia mamma che doveva prendersi cura di tutti senza tregua.
Ho immaginato mille volte il momento in cui li avrei rivisti! Come avrei reagito? Come avrebbero reagito loro? Sono quasi sette mesi che non li vedo, che non sento il calore e gli odori della mia casa, che non mi perdo nell’abbraccio di mamma Rosa, che non esco con le mie sorelle!
Alla fine del lock down ho avuto paura di scendere, non mi sentivo sicura per loro! Non volevo essere additata come quella che viene dal Nord e porta il virus alla sua famiglia ( sto bene non ho nulla, ma credetemi la sensazione è strana)! Volevo prenotare il primo biglietto e correre da loro, ogni più piccola particella del mio corpo gridava: Napoli, casa, famiglia! Non l’ho fatto, per me, per loro, per gli altri!
Ora ci siamo!
Ho fatto i biglietti e tra poche ore potrò finalmente abbracciare mia madre (shhhh lei non lo sa, sarà una sorpresa), potrò litigare con mio fratello e passare del tempo con le mie sorelle (purtroppo papà sarà fuori per lavoro).
Ora ci siamo! Ho paura che qualcosa vada storto, che mi fermino alla stazione, che non mi lascino partire! Ho preparato la valigia con tanta minuzia come non mai! Ci ho messo dentro di tutto lasciando un posto alla speranza di riuscire finalmente ad avere quel calore che in questi mesi mi è mancato!
Ora ci siamo!
Sono emozionata al pensiero di rivedere mia sorella che viene a prendermi alla stazione, di vedere le facce degli altri quando mi presenterò lì a sorpresa.
Ora ci siamo!
Pinageró! Pinageró a vedere il Vesuvio all’arrivo in stazione! Piangerò nel sentire il mio dialetto! Piangerò insieme a mia madre che forse avrà un infarto e mi commuoveró quando vedrò il mio mare irradiato dal sole!
Ora ci siamo! Dopo 7 mesi posso dirlo: I am coming back home!