Caro 2020,
riponevo tante speranze in te. Il 31/12/ 2019 ho fatto tutto per bene: ho messo la biancheria intima rossa, ho gettato sale e acqua dal balcone, ho messo lo spumante dietro le orecchie e mangiato lenticchie e zampone ( si ragazzi, sono napoletana e abbiamo molte tradizioni da rispettare) e tu come mi hai ricompensata?
Una guerra sfiorata a inizio anno, una pandemia con annesso lock down ( di cui ancora sto “pagando le conseguenze” ), impossibilità di vedere parenti e amici, paura di prendere il virus, timore delle persone e del contatto con gli altri, paura di respirare o fare un colpo di tosse, ansia di essere untore vivente e isolamento totale. Notti insonni, paura per il futuro lavorativo e personale, ansia di uscire di casa e di dimenticare la mascherina. Quando sembrava che le cose si stessero sistemando e che piano piano i pianeti si stessero allineando di nuovo nell’asse giusta, tu cosa fai? Hai pensato bene di piazzarmi un trombo nelle vene del polpaccio che allegramente è andato in giro ed è arrivato ai miei polmoni causando una bella embolia polmonare e affaticamento del mio povero cuore già abbastanza provato. E grazie tante! Non avevi proprio nulla da fare? Potevi stare buono e farti i fatti tuoi!
Risultato? Ricovero in terapia intensiva, aghi un po’ dovunque, amici e parenti spaventati a morte e calze elastiche con 40 gradi all’ombra, infermiere che poverine dovevano farmi anche il bidet perché lì non ti puoi muovere e una scorta di medicine da prendere per molto molto tempo, ma ho provato anche emozioni uniche ad esempio fare la pipì in una pala ( una delle cose più “umilianti” della mia piccola vita).
Dopo una settimana mi hanno dimessa, ora sto abbastanza bene, devo riposare, controllarmi, camminare un po’ di più e perdere qualche chilo e stavo per tirare un sospiro di sollievo e tu ti accanisci ancora? Ma ti rendi conto? Hai idea di quello che hai combinato a Beirut? Io non ho più parole per il tuo comportamento! Cosa ti abbiamo fatto? Perché ti accanisci contro il genere umano? Certo non siamo il massimo come razza umana, abbiamo mille difetti, stiamo rovinando il pianeta, ci uccidiamo a vicenda, non ci curiamo del prossimo e siamo tutti egoisti ( ognuno a modo suo), ma non pensi che possa bastare?
Io non so se abbiamo imparato la lezione o meno, ma ora davvero stiamo esagerando. Sei stato l’anno delle morti! Il mondo è stato decimato dei suoi abitanti e le modalità sono state atroci. Sei stato l’anno delle lacrime di dolore per le famiglie che non hanno potuto dare l’ultimo saluto ai propri cari che colpiti da un male infimo sono morti in un letto di ospedale completamente soli. Sei stato l’anno delle lacrime di molte famiglie che hanno avuto problemi economici a causa dell’isolamento, lacrime di chi lontano da casa sognava di riabbracciare i parenti, lacrime di chi ha perso la casa e la famiglia durante un’esplosione assurda una mattina qualunque di mese d’estate di un anno assurdo, lacrime di chi avrebbe voluto qualcuno vicino a tenerle la mano mentre 10 dottori cercavano di capire cosa portasse una ragazza appena 29enne nel pronto soccorso di un ospedale un venerdì pomeriggio di un’estate un po’ anomala.

Caro 2020, sono un po’ confusa! Da te oramai non mi aspetto più nulla visto quello che hai combinato, ma cavolo sii buono, basta accanirti contro di noi, troviamo un patto, facciamo un accordo, ma davvero lasciaci in pace.
Caro 2020, io ho ancora tante cose da fare, tanti posti da scoprire, tante persone da incontrare, tante cose da imparare e soprattutto ho tanti progetti nella mia vita da portare avanti per cui cerchiamo di venirci incontro: tu la smetti di essere un anno del caxxo ( scusate ma a volte ci vogliono le maniere forti) e io mi metto buona buona e dimagrisco, faccio più movimento, bevo tanta acqua e faccio la bimba brava, ma tu SMETTILA.
Grazie,
Pia